Nei giorni scorsi navigando tra le discussioni di un forum ho letto alcune posizioni piuttosto critiche e sarcastiche (per me superficiali) su chi fa uso di omaggi per creare contatti email, per fare list building. Beh, cari amici, voi ridete ma vi assicuro che state sbagliando tutto e ora spiego perché.
Semplificando nella discussione si sosteneva che non funziona più (non ha mai funzionato), non serve a nulla, regalare qualcosa per far iscrivere i visitatori alla propria mailing list (report, audio, video, ecc…). Chi è interessato ai tuoi argomenti lo fa in modo spontaneo e chi si iscrive “costretto” per scaricare un omaggio poi se ne frega di te e non apre le tue mail. Per continuare poi col fatto che non è serio né etico e chi più ne ha ne metta…
In pratica si sfottevano i marketer che usano questi mezzucci. Se usi questo sistema, secondo tali “esperti” di email marketing, sei un coglione illuso e pure poco onesto… 🙂
Le cose non stanno esattamente così
Premesso che, purtroppo, ci sono in giro tanti marketer che ne combinano di cotte e di crude che, evidentemente, non sanno cosa sia l’Etica. Le mele marce stanno ovunque ma bisogna fare attenzione a generalizzare.
Incentivare l’iscrizione alla propria Lista email non ha nulla di poco etico o sbagliato di per sé. Piuttosto dipende da come si fa questa operazione.
- Se il rispetto della Privacy è garantito, si rispettano le leggi, non si creano false illusioni, dov’è il problema?
- Nessuno ti obbliga ad iscriverti, inoltre sai che ti puoi cancellare quando vuoi, vero?!?
Funziona o no offrire qualcosa in cambio dei dati dell’utente?
Certo che funziona! Quanto, dipende solo da te…
Forse questi ragazzi non sanno che è una pratica diffusa in molti settori e la sua efficacia non è immaginaria ma dimostrata statisticamente.
Offrire qualcosa in omaggio ai tuoi visitatori, oltre ai classici contenuti che pubblichi abitualmente, ha praticamente sempre effetti positivi, sia che tu non chieda nulla sia che tu chieda l’email o altri dati. Dipende da cosa offri e soprattutto cosa fai dopo.
Da tempo è una tecnica efficace. Ora solo più diffusa, quindi gli utenti più preparati, non per questo vecchia e inefficace. Anzi, un tempo c’era più diffidenza, ora molta più gente è disponibile a lasciare i propri dati perché questa prassi è diventata di uso comune.
Perché dare qualcosa in cambio dell’email
Per avere buoni risultati è sempre stato consigliabile chiedere meno dati possibile. Nella maggioranza dei casi si invitava a lasciare Nome e email (a meno di specifiche situazioni). Ora invece il 90% di chi usa gli autoresponder bene (che permettono di inviare email personalizzate, tramite specifiche funzioni), chiede solo l’email. Questo perché spesso le persone al posto del nome inseriscono nome e cognome o un nome di fantasia. Di conseguenza può succedere che all’utente arrivi un’email con scritto Ciao Cicciopasticcio, ecc. Non è bello… 🙂
Se uno apprezza davvero i tuoi contenuti si iscrive spontaneamente
Certo, come no?!? Ci credi davvero? In teoria funziona così.
Le persone vanno di fretta e spesso non hanno il tempo di rendersi conto della qualità di ciò che proponi. Magari neanche vedono il form per l’iscrizione e se escono dal tuo sito, con la marea di altri siti presenti sul Web, davvero credi che si segneranno il tuo indirizzo e verranno di nuovo a trovarti? In casi rarissimi, forse… Di conseguenza incentivare l’iscrizione alla newsletter, (mettendo ben in evidenza l’immagine di una risorsa omaggio), è il primo passo per velocizzare il processo di fidelizzazione dei tuoi visitatori.
Ovviamente la regola uno è che tu dia effettivo valore ai visitatori. Devi conoscere il tuo pubblico: se offri carne a vegetariani non ti meravigliare se poi ti insultano pure… 😉
Quelli che usano email false o provvisorie
Dare valore però non basta e ora vediamo perché.
Anche se tu facessi le cose in modo ideale, una percentuale di persone che scarica le tue risorse e poi non le usa è fisiologica, non puoi farci nulla. Fa parte del “gioco”. Di questi, una fetta può non trovare utili i contenuti, molti però sono quelli che fanno “collezione” di omaggi e poi se li dimenticano negli angoli bui del computer.
Se posso, in parte, capire gli utenti che scaricano di tutto (non lo fanno con malizia) quelli che usano email false o provvisorie proprio no. Un genere che proprio non mi piace.
Una parte di questi sono semplici “burloni” che non sanno come impegnare il il loro tempo. Ma chi agisce così fondamentalmente è in malafede, probabile si comporta in quel modo perché non propriamente onesto. Hai presente quelli che pensano male di tutto? Che vedono fregature ovunque? Di solito sono i primi che se possono ne approfittano…
In realtà più che tuo, in questi casi, è un problema loro. Questi sono coloro che non fanno nulla per migliorare la propria condizione e puntualmente si lamentano. La sfortuna è tutta loro, gli altri tutti raccomandati e non si mettono in discussione: la colpa è sempre di questo o quello… Chi si comporta così fa un danno soprattutto a sé stesso poiché probabilmente perde occasioni e la cosa peggiore neanche se ne renderà conto.
Chi non capisce questi concetti elementari è un diffidente di natura e non puoi farci nulla. Il povero non sa che, chi fa spam di professione, non aspetta che lui compili il modulo di scrizione ma la sua email se la procura con software specifici che scandiscono tutta la rete, e magari prelevano illegalmente quelle di Facebook che sono per forza reali… 🙂
Continua a dare valore e crea una relazione
Perché uno dovrebbe rimanere iscritto o aprire i tuoi messaggi altrimenti?
Se una volta che l’utente è entrato in una tua lista non ti fai più sentire o lo fai solo per promuovere prodotti il rapporto è finito prima di iniziare. Avrai cancellazioni di massa o iscritti che semplicemente non apriranno le tue mail. Io ho spesso sbagliato e trascurato i miei iscritti (e mi capita ancora). Magari per mancanza di tempo, comunque la conseguenza è una lista non ricettiva, che non ti riconosce.
Per contro se offri valore aggiunto ai tuoi iscritti, di loro interesse, per quale motivo non dovrebbero seguirti?
Io non credo di esser né stupido né pazzo ma mi iscrivo a diverse liste. A volte mi cancello perché mi accorgo che non sono di mio interesse o che i contenuti sono di bassa qualità o altro ancora…
Ci sono liste che seguo da anni, mi interessano e non ho alcuna intenzione di disiscrivermi. Magari tutto è iniziato proprio con un breve report e, in alcuni casi, ho ricevuto contenuti che mi hanno fatto conoscere occasioni che altrimenti non avrei potuto cogliere.
Offrire qualcosa di qualità, è solo il primo passo poi dovrà seguire un costante contributo interessante e soprattutto dovrai essere in grado di creare un legame, altrimenti non avranno motivo di rimanere iscritti.
In conclusione
Io son certo che, se vuoi fare email marketing e costruire una lista di utenti potenzialmente interessati, regalare qualcosa di utile a chi si iscrive è una tecnica sempre efficace e che ti suggerisco di adottare da ieri…
Oltre a preparare risorse di valore, specifiche, per i tuoi iscritti ricorda che siamo per definizione animali sociali e il modo migliore per creare un unione è far vedere che dietro tutto non c’è solo un autoresponder ma un essere umano disposto a interagire a relazionarsi.
E bada bene che per contenuto di valore e creare relazione non intendo qualcosa di indiscutibile, di assoluto, ma piuttosto di valore percepito. Infatti potresti offrire il mondo ma se l’utente non lo “vede” o non lo capisce sarà inutile. Mentre invece un dono di buon valore (anche se minore) offerto nel modo corretto ti darà un risultato ottimale. Ma questo è un passo avanti…e te ne parlo al prossimo articolo (o quello dopo). 😉
Tu che fai, usi l’email marketing? Pensi che siano tutti “matti” quelli che offrono qualcosa in cambio dei dati utente? 😉


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