Quando il marketing è feccia: Report e il business degli animali

Se ami gli animali ti curi sicuramene di loro, magari facendo anche sacrifici. Ma sei certo che le tue azioni facciano davvero bene ai tuoi animali? A volte le cose non sono come le vediamo e questo è spesso dovuto a manipolazioni di chi ha ben più potere di noi e sfrutta al meglio un marketing (nero) per venderci di tutto a tutti i costi, facendoci pure credere che è nel nostro interesse. Premetto che non intendo dire che è tutto male, come sempre ci sono onesti e disonesti, sarebbe bello poterli riconoscere…

La scorsa settimana ho visto il servizio di Report dedicato in particolare a cani e gatti: Troppa Trippa mi ha sbalordito!

Come sempre ben fatto e preoccupante. Te ne parlo perché, oltre a svelare punti oscuri sul mondo che ruota attorno agli animali, è utile come esempio di black marketing.

Pensa che solo in Italia una persona su 3 possiede un Animale, di questi 14 milioni son cani e gatti. I “fenomeni” del marketing, sfruttando l’amore delle persone per gli animali, hanno messo in piedi un business milionario che nel giro di pochi anni è diventato un mercato enorme a livello mondiale, equivalente a 90 miliardi di euro di fatturato annuo.business degli animali

 

Nulla di male fino a qui (a parte il fatto che contemporaneamente ogni anno buttiamo circa 8 miliardi di alimenti freschi, solo in Italia…): c’è un’esigenza si crea il prodotto per soddisfarla. Il punto è: quanto è reale questa esigenza? E come sono i prodotti creati ad hoc per gli animali?

Pensa che negli ultimi 10 anni in Italia la spesa per i propri cani e gatti ha avuto un incremento del 70%. Quello che ha contribuito a questo sbalzo è uno dei pochi settori che sembra non conoscere crisi, il cibo industriale.

Da qui la “grande idea” di marketing: convertire gli scarti in oro, con profitti enormi. Infatti non è un caso se, sulle aziende che producono e distribuiscono alimenti per cani e gatti, stanno fioccando milioni dai fondi di investimento.

Ci portano a comprare di tutto facendoci credere che certi prodotti sono indispensabili o semplicemente l’unica scelta e soprattutto, prodotti di dubbia provenienza che non si capisce bene cosa contengano, a prezzi esorbitanti.

C’è un prodotto/servizio per ogni “esigenza”: trattamenti per il pelo, cibi per cani sedentari, diabetici, frenetici, per gatte incinte o sterili, animali con differenti problemi di salute, integratori, farmaci e via così…

Se tieni al tuo cane è normale cercare di dargli il meglio. Piuttosto dovresti chiederti cosa gli stai effettivamente dando e perché. Perché i prodotti hanno questi prezzi, cosa contengono, come vengono realizzati…

Già, perché dietro certe “esigenze”, in questo business, spesso ci sono campagne marketing create ad arte che ci inducono a spese inutili. Va bene anche questo. Quando però i prodotti hanno prezzi al limite della truffa o addirittura possono causare danni è il caso di dire basta!

Questo è un business pensato per l’estremo profitto, che non guarda in faccia a nessuno a cui fare molta attenzione. Oggi gli amati animali non sono “solo” i nostri compagni/amici, oggi sono anche un business che non conosce crisi. Se non hai visto la puntata di Report ti suggerisco di guardartela. Scoprirai una serie di porcherie che ti faranno riflettere prima di effettuare un qualunque acquisto alimentare (e non solo alimentare) per il tuo compagno animale.Report: Troppa Trippa, il business degli animali

In questa puntata Report mette in evidenza contraddizioni e lati oscuri su questo mondo, in particolare:

  • una perfetta filiera di marketing organizzata che mette in circolo prodotti di bassa qualità, creati con scarti, conservanti nocivi, e chissà che altro, solo per far più soldi possibile, senza scrupoli. Altro che per il bene dei nostri animali;
  • Prodotti studiati per tutte le esigenze (giusto) e se le esigenze non esistono si creano…
  • Prodotti realizzati con scarti fatti pagare come pasti da re;
  • Farmaci che spesso costano dieci volte tanto rispetto agli equivalenti per l’uomo, con lo stesso principio attivo e i veterinari non possono prescrivere gli equivalenti (pena multe salatissime);
  • Convegni dove vengono invitati professionisti compiacenti in cui, ai potenziali clienti, vengono illustrati i benefici (spesso inesistenti) dei prodotti;
  • Sul territorio veterinari e altri professionisti del settore che spesso, chissà come mai, sponsorizzano questi prodotti come la scelta migliore se non l’unica;
  • E pure alimenti sospetti di esser realizzati con test su animali (vietati).

Ad alimentare il clima torbido, su questo ambiente, aziende che con la trasparenza non hanno nulla a che fare – tanto tengono segrete le loro produzioni e non rispondono alle domande dei reporter…

Siamo vittime inconsapevoli?

Bella domanda…forse un po’ di colpa è in ognuno di noi, dovremmo stare tutti più attenti anche se è davvero complicato capire cosa si acquista.

Pensa, magari hai visto un’affascinante pubblicità in tv, su qualche manifesto, ecc. O semplicemente entri in uno dei tanti centri specializzati per animali e ti trovi di fronte a ogni ben di dio. Soluzioni per tutte le taglie e gusti. Probabilmente acquisti senza indagare a fondo ciò che stai prendendo, d’altronde non è semplice.

Hai fatto la tua bella spesa, ti è costata un botto ma per il tuo amato animale questo ed altro. Purtroppo però è facile che il tuo acquisto, oltre ad essere particolarmente dispendioso, non sia la scelta giusta. Potrebbe addirittura essere dannoso.

Ci fidiamo, non abbiamo motivo di dubitare anche perché spesso chi ci consiglia dovrebbe essere una persona qualificata. Per questo fortuna ci sono ancora trasmissioni che cercano di tutelare i normali cittadini, ognuno di noi però deve fare la sua parte.

Preciso che non è mia intenzione far di tutta un’erba un fascio, dire che è tutto marcio, che son tutti disonesti. Anzi, la maggioranza degli operatori credo siano onesti. Sto dicendo che purtroppo esiste questa brutta realtà. Guarda la puntata di Report e fatti una tua idea.

Per concludere

Il marketing serve per individuare le esigenze degli utenti e soddisfarle creando le soluzioni. Ovviamente realizzando profitto. E’ su questo concetto che si vedono le differenze tra un buon marketing e un marketing black, negativo.

Il marketing, per come lo intendo io, dovrebbe essere un mezzo per migliorare i risultati, aumentare i profitti ma NON a tutti i costi, e soprattutto non un modo per far fare soldi alle grandi aziende ingannando noi consumatori (ignari).

Un marketing come lo intendo io è un marketing onesto, etico. Va benissimo il profitto, le aziende non operano per beneficienza, ma con un marketing onesto che si preoccupa REALMENTE di soddisfare le esigenze delle persone (facendo così anche il proprio interesse).

Un marketing win win, dove tutte le parti ne escono soddisfatte: produttore, distributore, cliente finale, ecc., senza dimenticarsi dell’ambiente.

Purtroppo però troppo spesso non è così: esistono aziende/persone che pensano solo al profitto, non importa come, basta far più soldi possibile. Non si accontentano, non gli bastano mai, vogliono tutto e quando hanno tutto vogliono di più! Anche per questo puntualmente esce uno scandalo su tangenti, mazzette e operazioni varie pur di fare soldi.

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Cibi per animali testati e prodotti cruelty free: le liste

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