6 passi per non veder finire nel cestino il tuo Email Marketing


Finalmente riesco a cocludere il mio pensiero sulle tante alternative all’Autoresponder Professionale.

In particolare, come ti ho anticipato nel prcedente post, illustrandoti come usare le applicazioni da installare sul Web, o quelle per computer, per non vedere finire nel nulla le tue email ed evitare problemi anche seri.

Per farti capire meglio ti segnalo una disavventura accaduta a un noto marketer italiano…

Carlo D’Angiò

Carlo é stato il primo in Italia a realizzare un blog a Membership e porta avanti un importante progetto in continua evoluzione Lavoro-Casa, non è certo inesperto eppure si è trovato, da un giorno all’altro, con la minaccia di vedere il sito oscurato se non interrompeva l’invio di email immediatamente.

Questo perché il contratto, che aveva con l’hosting, vieta l’invio di email in blocco ma, come spesso accade, per capire tutto quello che vi è scritto servirebbe uno “specialista in pratiche occulte”, la cosa gli è sfuggita e i gestori del servizio lo hanno richiamato all’ordine improvvisamente, pena la chiusura immediata del servizio, quando l’invio è diventato, a loro avviso, troppo consistente.

Il suo sito non è stato oscurato, perché si è subito mosso per cercare una soluzione, ma non ha potuto fare altro che creare un nuovo sito, su un altro hosting, trasferendo l’enorme mole di materiale che aveva sul precedente e reinstallare il tutto.

Questo ha comportato diversi giorni di lavoro e, in quel lasso di tempo, non ha potuto comunicare con la sua lista di contatti, perdendo anche del lavoro. Era praticamente scomparso.

Se non vuoi rischiare leggi i seguenti suggerimenti.

La soluzione ideale sarebbe avere un server dedicato, ma i costi vanno dai 400 euro in su, non sono pochi, in alternativa utilizzare, per l’invio, un server SMTP dedicato con canoni annui che partono dai 50 euro.

Queste soluzioni sono indicate per business medio grandi ma, a parte questo, se è possibile perché non usarne una senza costi ricorrenti?

Sei d’accordo?

Vediamo quindi come fare sia con i Software da pc che le applicazioni Web Server:

1)

Come prima cosa devi consultare le regole del tuo hosting o provider di posta, se non le trovi chiedi ai responsabili; sottovalutare questo particolare potrebbe esserti fatale.

Infatti, come scritto sopra, alcuni vietano categoricamente l’uso del loro servizio per l’invio di Newsletter ma, praticamente tutti, impongono regole più o meno restrittive e spesso introvabili…

Ad esempio: se il tuo hosting ti permette di inviare al massimo 10 messaggi al minuto di basterà settare il software/script in modo che rispetti le regole se l’applicazione che hai scelto non ti permette di fare queste regolazioni, non esitare, buttala e usane un’altra.

In questo articolo ne ho citate alcune tutte configurabili secondo le proprie esigenze.

Se il tuo servizio non ti pone regole precise, usa comunque un settaggio di invio prudente, tipo 5 messaggi al minuto con una pausa di 60 secondi tra un blocco di messaggi e il successivo o anche molto più accorta.

Se usi WordPress il plugin GWA Autoresponder, nella versione completa, ha un semplice Wizard che ti accompagna spiegandoti sezione per sezione quali sono le configurazioni ottimali.

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Stesso discorso se usi un software dal tuo computer: per esempio Gmail ti blocca l’account se invii a più di cento indirizzi contemporaneamente, molti operatori non spiegano quali sono questi limiti, che comunque ci sono, e se li superi il tuo indirizzo isp viene bloccato a tempo indeterminato e non potrai più inviare neanche un singolo messaggio…

Quindi anche in questo caso di fronte a regole non certe usa un metodo di invio molto prudente, di seguito uno screenshot di Sendblaster.

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2)

Usa sempre il doppio opt-in e tieni una copia delle e-mail di iscrizione con indirizzo ip dell’iscritto in modo da poter declinare eventuali accuse di spam.

3)

Molti software permettono l’invio diretto, cioè usano un SMPT interno e non quello del provider; in teoria questa opzione dovrebbe risolvere il problema dei limiti posti dal tuo hosting o provider. La realtà è ben diversa e ti sconsiglio di usare questa funzione perché i “grandi”, tipo Gmail, Hotmail, Yahoo, etc., bloccano l’invio diretto.

4)

Controlla il messaggio con un tool Online di verifica filtri antispam, tipo:  spamcheck, programmer’s heaven o il software gratuito Mailing Check. Oppure scarica la versione gratuita di Sendblaster che, tra le tante, include anche una funzione di verifica spam basata sul motore Spam Assassin.

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5)

Prima di fare un invio massivo verifica sempre se i tuoi messaggi arrivano o finiscono nello spam: creati più indirizzi con i più noti provider, Google, Hotmail, Yahoo, quelli telefonici tipo Alice, Fastweb, etc., prepara il messaggio invialo e controlla; se il risultato è negativo modificalo e riprova.

6)

Se il tuo dominio risiede su un server condiviso(come il 90%) e le tue email finiscono regolarmente nello spam, è probabile che l’indirizzo ip della macchina su cui è installato sia finito in una blacklist.

Questo può dipendere da diversi fattori, anche indipendenti dal tuo comportamento: utenti iscritti alla tua newsletter (magari dimenticandosi di essersi iscritti, perché gli stai antipatico, etc..) che ti hanno segnalato come spam o perché qualcuno, che ha il dominio sul tuo stesso server, ha effettivamente fatto spam, e altro ancora…

Per verificare se il tuo ip è finito in una black list ti basta fare un controllo con uno dei tanti strumenti Online, tipo MXtoolbox, per trovarli fa una ricerca digitando la voce “blacklist”.

Se risulti nella lista nera puoi fare presente che hai operato correttamente, mostrando i documenti in tuo possesso.

In certi casi questo non è sufficiente quindi non ti resta altro che cambiare hosting e valutare se, come dicevo all’inizio, passare a un server dedicato, un servizio SMPT dedicato o uno dei tanti Autorisponditori Professionali.

In conclusione:

Se segui questi semplici consigli ti assicuro che puoi tranquillamente fare Email Marketing senza problemi e risparmiare il canone dell’Autoresponder (che comunque resta la soluzione migliore). Altrimenti rischi davvero di buttare al vento il tuo lavoro. 😉

Tu cosa usi? Hai qualche suggerimento da aggiungere?

2 commenti in “6 passi per non veder finire nel cestino il tuo Email Marketing

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Franco 1:23

Ciao Marco
io lavoro online come Affiliate Marketer, ho un mio sito con cui sponsorizzo i prodotti che ritengo di volta in volta più interessanti (ebook, libri ed infoprodotti in genere). Come autorisponditore ho provato Getresponse ma ho poi preferito Mailchimp (www.mailchimp.com). Ottimo per iniziare, semplice, immediato, professionale ed affidabile; caratteristica non da poco, inoltre, è gratis fino a 1.000 sottoscrittori con limite di 6.000 email al mese. Ritengo sia più che sufficiente per chi non ha una mailing list numerosa. E puoi fare tranquillamente email marketing in follow-up.

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Marco 19:26

ciao Franco,
conosco mailchimp di fama anche se non l’ho mai provato. Beh gratuitamente col follow up, ottimo. Importante che sia possibile scaricare la “documentazione” se si passa a un altro autoresponder senza dover far reiscrivere tutti..

buon lavoro 😉

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